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Progetto P.E.A.R.

Il Progetto P.E.A.R. (Princeton Engineering Anomalies Research) nasce nel 1979 dalle ricerche di Robert Jahn, Professore di Fisica Applicata presso la Facoltà di Ingegneria ed in seguito Preside dell'Università di Princeton, con lo scopo di condurre uno studio scientifico circa l'influenza della coscienza umana sui fatti osservati e dunque sulla realtà circostante.

Lo studio si proponeva in particolare di approfondire come un osservatore possa influenzare il comportamento di alcuni dispositivi ingegneristici.

Attraverso un rigoroso metodo scientifico è stato dunque analizzato l'effetto dell'intenzione sul funzionamento di dispositivi di tipo acustico, elettronico, ottico e meccanico detti Generatori di Eventi  Casuali (REG, Random Event Generators), così chiamati in quanto finalizzati alla produzione in uscita di eventi binari in maniera randomica (0, 1, 0, 1, 1, 0, 0, 0, ...).

Un dispositivo siffatto sfrutta lo scorrimento di onde di elettroni liberi di muoversi all'interno di una giunzione tra semiconduttori. Se il numero di elettroni che in una data frazione di secondo attraversava la giunzione fosse stata superiore alla media, il dispositivo avrebbe emesso un impulso positivo (1). In caso contrario il risultato sarebbe stato un impulso negativo (0). Per un'idea più chiara riguardo gli impulsi emessi dai dispositivi si pensi al loro funzionamento come al lancio di una moneta, il cui risultato può essere testa o croce (0 o 1).

L'emissione alternata di impulsi positivi e negativi rendeva lo studio molto adatto ad una analisi di tipo statistico.

La distribuzione dei risultati tendeva ad uniformarsi assumendo una media probabilistica tra i due eventi del 50%, esattamente come nel lancio di una moneta si ha il 50% di probabilità di ottenere testa ed il restante 50% di ottenere croce.

Alle persone chiamate a partecipare all'esperimento veniva chiesto di sedersi a qualche metro di distanza dai dispositivi (per evitare di toccarli in alcun modo interagendo con essi fisicamente) ed influenzarne il funzionamento affinché emettessero un numero superiore di impulsi positivi (o negativi) anziché il normale 50%.

Il regolamento dell'esperimento (a cui prese parte anche la psicologa Brenda Dunne) prevedeva che l'operatore premesse un bottone per l'emissione di un treno di impulsi binari, in particolare 200 impulsi alla velocità di 1000 impulsi al secondo, per 50 volte in 5 tempi ed in 3 fasi (ogni esperimento aveva una durata di circa 30 minuti).

I partecipanti avrebbero dovuto mantenere fissa la propria intenzione mentale, ovvero il proprio "desiderio" che il dispositivo emettesse un numero di impulsi positivi (o negativi) superiore alla media.

A questo punto si procedeva con l'analisi dei dati raccolti utilizzando la Deviazione Cumulativa, un metodo statistico attraverso il quale viene sommata la deviazione tra il risultato atteso (ovvero il 50% di impulsi positivi ed il 50% di impulsi negativi) e quello realmente ottenuto attraverso gli esperimenti di volizione.

In questo modo era possibile ottenere la media probabilistica, graficamente espressa dalla curva a campana di Gauss.

Questi studi sono stati condotti per 28 anni, dando vita ad un gran numero di pubblicazioni scientifiche di stampo internazionale.

L'analisi dei risultati (possibile già al termine delle prime 250000 prove) prevedeva il confronto tra la curva di Gauss ottenuta dall'emissione dei risultati in assenza dell'intervento dei partecipanti e quella relativa ai dati derivati dalla volizione.

I grafici confrontati erano dunque tre:

  1. La curva di Gauss relativa all'emissione standard di risultati (assenza di volizione)
  2. La curva di Gauss relativa alla volontà dei partecipanti di influenzare la macchina ad emettere un numero di impulsi positivi superiore alla media 
  3. La curva di Gauss relativa alla volontà dei partecipanti di influenzare la macchina ad emettere un numero di impulsi negativi superiore alla media

Se i partecipanti non fossero stati in grado di influenzare con la volizione il funzionamento della macchina, i tre grafici analizzati sarebbero stati coincidenti.

Sovrapponendo i grafici si nota invece che la seconda curva risulta spostata verso destra rispetto alla curva standard ed il terzo grafico risulta invece a sinistra della curva standard.

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Fonte: Robert G. Jahn, Brenda J. Dunne. The PEAR Proposition. Journal of Scientific Exploration, Vol.19, No. 2, pp. 195-245, 2005

Da questi (e numerosi altri) risultati si evince l'esito positivo delle prove nel 52% dei casi (i 2/3 dei partecipanti sono stati in grado di il comportamento del dispositivo), anche nel caso in cui il soggetto non si trovava di fronte alla macchina.

Tutti i dati raccolti sono empirici, statistici e replicabili, ed i risultati ottenuti sono estremamente significativi da un punto di vista statistico.

Successive varianti dell'esperimento hanno inoltre mostrato che i risultati non dipendevano dallo spazio (i partecipanti potevano trovarsi anche a km di distanza dalla macchina) né dal tempo (i partecipanti potevano influenzare il comportamento della macchina anche nel caso in cui l'effettiva generazione dei risultati non fosse contemporanea alla volizione).

Questo importantissimo ed affascinante esperimento ci insegna a comprendere meglio il concetto di Casualità, troppo spesso associato al caos ed al disordine che in realtà è un ordine il quale, non essendo descrivibile attraverso le note leggi della fisica classica, ci appare ancora come qualcosa di difficilmente comprensibile e non controllabile.

Il fatto che un soggetto possa influenzare con la propria volontà il comportamento di una macchina ci fa inoltre riflettere sul fatto che la coscienza, la volontà, l'intenzione (che non rispondono alle leggi della fisica classica) si debbano considerare parte integrante dell'organismo (costituendone i livelli gerarchici superiori), ed in quanto tali rendono possibile l'interazione con l'ambiente e con altri organismi attraverso l'informazione e la risonanza.

Riferimenti Bibliografici

  1. R. G. Jahn, B. J. Dunne. The PEAR Proposition. Journal of Scientific Exploration, Vol.19, No. 2, pp. 195-245, 2005
  2. R. G. Jahn, B. J. Dunne, R. D. Nelson. Engineering Anomalies Research. Journal of Scientific Exploration, Vol.1, No. 1, pp. 21-50, 1987
  3. B. J. Dunne, R. G. Jahn. Consciousness, Information and Living Systems. Cellular and Molecular Biology, Vol.51, pp. 703-714, 2005
  4. S. Salese. Poteri dell'Ingegneria e della mente: il progetto PEAR.

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