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Biorisonanza

Introduzione

Il concetto di risonanza è spesso utilizzato nella sua specifica accezione in Fisica ed in modo scientifico e meno rigoroso in Medicina e Biologia. In Fisica il termine risonanza esprime una condizione in cui un sistema oscillante forzato è sottoposto ad una sollecitazione periodica di frequenza pari all'oscillazione propria del sistema stesso. Si è in una condizione di risonanza quando una forza esterna agisce su un sistema fisico con una frequenza in grado di amplificare il moto del sistema stesso, generando la massima ampiezza di oscillazione del sistema. La risonanza meccanica è un tema abbastanza noto: basti pensare ad un pendolo che tende a far oscillare un altro pendolo della stessa lunghezza posto accanto ad esso. Il primo pendolo tende di fatto a sintonizzare le proprie oscillazioni con l'altro, facendolo risuonare alla sua stessa frequenza. La comune altalena è di fatto un pendolo, e come tale è caratterizzata da una frequenza tipica di oscillazione. Per spingere una persona sull’altalena si applicano alla stessa delle spinte esigue ma comunque sincronizzate con il suo movimento oscillatorio: quando l’altalena è tornata indietro al massimo ed inizia a tornare in avanti, anche una minuscola spinta ne aumenta l’ampiezza di oscillazione. Il moto e quindi l'oscillazione diviene sempre più ampio e più veloce: siamo in una condizione di risonanza. Da questi esperimenti si evince come in presenza di risonanza sia possibile il trasferimento di energia da un sistema fisico ad un altro. Analogamente, un circuito elettrico oscillante risponderà ad un segnale esterno di appropriata frequenza assumendo ampiezza massima.

La definizione di risonanza, rigorosa e ben definita, diviene molto più complessa nel caso in cui il sistema considerato è di tipo biologico anziché fisico. Esiste infatti una cruciale discrepanza nella scienza moderna: più si scende in profondità nei meccanismi di funzionamento dei fenomeni vitali, più ci si allontana dalla comprensione dell'essenza stessa della vita. Le tecnologie attualmente disponibili rendono infatti possibile l'osservazione di un sistema vivente giungendo allo specifico legame chimico, ma non ci permettono di comprendere come le forze che mantengono questi legami determinino la struttura di un organismo caratterizzato da una certa forma, in grado di pensare, di riprodursi e di scambiare informazioni con l'ambiente e gli altri organismi. 

Gli sistemi viventi e la vita in generale non possono essere intesi come un insieme di più sottosistemi o come una sequenza di eventi: ogni organismo vivente costituisce infatti un sistema dinamico apertoMoltissimi sono i parametri che possono essere assegnati all'insieme degli elementi che caratterizzano tale sistema, da quelli comportamentali a quelli fisiologici, fino ad arrivare a quelli biofisici (passando attraverso gli elementi biochimici). Nessun parametro può essere trattato separatamente. Un particolare stato di un organismo vivente può dunque essere considerato come un punto in uno spazio multidimensionale in cui ogni coordinata corrisponde ad un determinato parametro. La stabilità e l'individualità di questo spazio è mantenuta attraverso interrelazioni dinamiche tra questi parametri.

La Biorisonanza

La tecnica della Biorisonanza è basata sul meccanismo del biofeedback. La Biorisonanza si avvale dei segnali elettromagnetici emessi dall'organismo (oppure da un organo o da un sistema dell'organismo) al fine di generare un trattamento frequenziale. La tecnica della Biorisonanza considera gli organismi come Sistemi Cibernetici o di autoregolazione che tentano continuamente di modificare le proprie frequenze anelando al raggiungimento di valori ideali. E' questo il concetto chiave dell'adattamento; dal momento che sia l'ambiente interno che l'ambiente esterno di un sistema vivente sono in continua mutazione, è essenziale un perpetuo adattamento.

Le cellule sono normalmente teatro di circa 7000 reazioni biochimiche al secondo, un indice di quanto complesso e continuo sia il processo di adattamento. Un tale livello di complessità va ben oltre lo scopo della Biochimica. Le moderne tecniche di misura costituiscono un valido ausilio alla comprensione della biocomunicazione elettromagnetica a livello dei fotoni, attraverso la misurazione ad alta risoluzione dei meccanismi di azione che rendono possibile la coordinazione del sistema vivente.

Controllori interni ed esterni

I processi metabolici ed i meccanismi di adattamento di ogni individuo sono governati da controllori interni (endogeni) ed esterni (esogeni). I controllori endogeni permettono le reazioni biochimiche e sono a loro volta regolati dai controllori esogeni (campi geomagnetici, influenze del pianeta, sorgenti di segnale, ecc). 

I segnali emessi tra cellule, che permettono un accurato trasferimento di dati ad un livello relativamente basso in termini di consumo energetico, sono coerenti. La coerenza di tali messaggi intracellulari permette agli organismi di essere in grado di mantenere ordine ed integrità, anche se l'intensità dei segnali generati dall'ambiente esterno risulta essere molto più alta rispetto ai segnali di controllo biologici. Un'ulteriore caratteristica dei controllori interni risulta essere la sincronicità, la quale permette alle unità biologiche maggiori (ad esempio gli organi) di organizzare l'attività delle cellule che li costituiscono.

Selettività naturale

Affinché un organismo possa adattarsi all'ambiente, deve esistere un processo attraverso il quale solo alcuni dei moltissimi segnali d'ingresso siano “selezionati”. In termini di biocomunicazione, questo filtraggio del segnale avviene mediante la finestra biologica. Tale finestra è detta Finestra di Adey ed è stata descritta dal Prof. William Ross Adey. L'attività di ricerca del Prof. Adey è stata molto prolifica ed ha generato moltissime pubblicazioni scientifiche di rilievo concernenti le interazioni dei campi elettromagnetici con i sistemi biologici, l'organizzazione della membrana cellulare e la comunicazione intercellulare, l'organizzazione dei sistemi cerebrali ed i meccanismi cellulari, la biostrumentazione e la bioingegneria, le applicazioni informatiche all'imaging medico, l'analisi fisiologica dei dati e la modellazione dei sistemi e dei meccanismi cerebrali. Tornando alle finestre biologiche, appartiene al Prof. Adey il merito di aver scoperto che tali finestre sono discrete e definibili attraverso esatti valori limite. Alcuni range frequenziali sono inoltre tipici di un dato sistema.

La comunicazione tra cellule è strettamente dipendente dall'abilità della membrana cellulare di rilevare e facilitare l'accoppiamento trasduttivo dei campi elettromagnetici oscillanti, attraverso l'attivazione dei sistemi intracellulari che amplificano questi specifici segnali. Solamente le finestre biologiche attive in un dato momento possono essere utilizzate per trasferire l'informazione e stimolare le attività di adattamento. Un'alterazione delle finestre biologiche in un dato sistema è detto cambiamento di fase, e determina dei cambiamenti funzionali.

Se la selettività naturale del sistema non svolge le proprie funzioni in modo ottimale, si avrà un effetto negativo sull'informazione processata e, di conseguenza, sull'adattamento dell'organismo o di un suo sistema. Tutto ciò può portare a vari disordini funzionali. Al fine di ricondurre l'organismo ad uno stato di equilibrio è necessario ristabilire un flusso di informazione biologica corretto. Le tecniche di Biorisonanza costituiscono un'importante fonte di informazioni riguardo gli squilibri nel complesso di segnali elettromagnetici che possono causare una condizione patologica. Queste informazioni possono essere inoltre utilizzate per sviluppare appropriate soluzioni terapeutiche.

Nel processo di biocomunicazione ogni unità biologica possiede delle connessioni di comunicazione con l'ambiente endogeno ed esogeno, ed agisce sia come trasmettitore che come ricevitore. La qualità del trasferimento del segnale è strettamente dipendente dalla condizione della sostanza intercellulare.

La tecnica della Biorisonanza aiuta a sopperire ad un trasferimento del segnale non appropriato. L'informazione appropriata esiste sempre, ma a volte non può essere processata adeguatamente in quanto il percorso di trasmissione risulta bloccato, oppure perché la capacità di rilevazione del ricevente (selettività naturale) è insufficiente.

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Modello di implementazione della tecnica di Biorisonanza

La tecnica della Biorisonanza favorisce il trasferimento di segnali terapeutici accrescendo lo scambio di informazioni tra le zone di riflesso della superficie corporea ed i corrispondenti sistemi interni (neurologico, elettrofisiologico, ecc). Una selettività naturale ridotta può essere compensata attraverso un processo di pre-filtraggio che accresce l'accessibilità della finestra biologica.

La Biorisonanza aiuta inoltre ad eliminare i segnali di cui l'organismo non ha bisogno, creando un'onda stazionaria (che resta in una posizione spaziale costante fissa nel tempo senza propagarsi, oscillando tra punti fissi detti nodi) che agisce sull'organismo al fine di compensare il disturbo. In questo caso si verifica un immediato abbassamento del segnale che determina la compensazione del disturbo da parte dell'organismo. Quest'ultimo può assolvere questo compito autonomamente; tuttavia quando le risorse vitali di un organismo sono già ridotte, è probabile che molti diversi fattori di stress che portano decompensazione abbiano già detrminato un certo impatto. In questo caso la Biorisonanza può essere particolarmente utile al fine di ristabilire l'equilibrio e l'adattamento.
Invertendo di 180° la fase del segnale patologico, la tecnica della Biorisonanza elimina la sorgente del segnale che determina la condizione di disturbo; tutto ciò accresce la capacità dell'organismo di ricevere segnali appropriati.

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Terapia con controllori esterni: Tecnica Multi-Risonanza o Biorisonanza esogena

I segnali ambientali che aiutano a bilanciare i controllori interni (endogeni) sono vitali al fine di mantenere la periodicità del nostro metabolismo. I segnali positivi dell'ambiente esterno possono essere suoni naturali oppure energia emessa dalla natura, difficilmente avvertibile. La carenza di questo tipo di segnali esterni può causare condizioni di sbilanciamento psicofisico, essendo l'organismo privato di specifiche risorse vitali. I segnali artificiali prodotti dall'urbanizzazione tendono infatti a ridurre l'intensità dei segnali di controllo esterni di cui l'organismo può disporre. Inoltre, campi elettromagnetici artificiali (elettricità, ripetitori, antenne, ecc) modulano e interferiscono con i segnali ambientali naturali della biosfera: l'organismo riceve dunque una prevalenza di segnali negativi rispetto a quelli positivi.

L'applicazione terapeutica dei segnali positivi attraverso la tecnologia della Biorisonanza rappresenta una delle più efficienti forme di trattamento, sostenendo i controllori interni nell'attivazione dei processi vitali. Questo tipo di trattamento include tecniche che fanno uso fondamentalmente delle vibrazioni della biosfera (cristalli, minerali, diversi tipi di metalli, luce polarizzata e le sue armoniche) come segnali terapeutici, andando ad interagire positivamente con l'organismo attraverso campi elettromagnetici modulati. E' stato rilevato che l'integrazione di diversi di questi segnali positivi in un trattamento complesso di multi-risonanza risulta essere particolarmente efficace.

Durante un trattamento di Biorisonanza la selettività naturale dell'organismo tende a concentrare le modulazioni laddove sono maggiormente richieste dal corpo o dai suoi sistemi. La Medicina Convenzionale riconosce gli effetti terapeutici dei campi elettromagnetici in condizioni specifiche quali la produzione di melatonina, il morbo di Parkinson ed altri disordini neurodegenerativi, i radicali liberi (ed il loro ruolo nello stress ossidativo), l'invecchiamento, il ruolo dell'ossido nitrico nella carcinogenesi, la regolazione del flusso sanguigno nei vasi periferici e la mediazione degli effetti di diversi farmaci.

Caratteristiche della tecnica di Biorisonanza

Da quanto esposto finora si evince che esistono due tipologie di tecniche di Biorisonanza: la tecnica endogena, che fa uso dei segnali propri dell'organismo, e quella esogena, che utilizza i segnali di controllo dell'ambiente esterno. Durante la Biorisonanza i segnali di controllo prefiltrati vengono emanati all'organismo; nella Biorisonanza endogena i segnali originano all'interno dell'organismo stesso al fine di migliorare sia i processi di scambio di informazioni che l'adattamento. Il filtraggio è necessario a causa della ridotta selettività naturale, al fine di supportare l'abilità dell'organismo di riconoscere il segnale. I parametri tecnici fondamentali del segnale endogeno sono: la frequenza, l'ampiezza e la fase.

La Biorisonanza endogena costituisce la metodica terapeutica maggiormente riconosciuta: essa utilizza i segnali propri del paziente monitorando costantemente la reazione del paziente al trattamento. La Biorisonanza esogena utilizza invece i segnali ambientali essenziali all'operazione dei controllori interni. In entrambe le tecniche è la selettività naturale dell'organismo a determinare quali segnali utilizzare; tutto ciò può avvenire esclusivamente in una condizione di risonanza con le finestre biologiche.

Basi scientifiche della Biorisonanza

L'adattamento biologico è continuamente oggetto di studi in letteratura scientifica. In accordo con questi studi, possono essere enunciate le seguenti affermazioni:

  • Ogni processo biochimico è controllato a livello cellulare da un trasmettitore del segnale elettromagnetico interno.
  • Ogni processo biologico (anche quello patologico) è caratterizzato da un range frequenziale unico e tipico, e può essere influenzato da lunghezze d'onda ed ampiezze proprie di questo range frequenziale.

  • Fenomeni di vibrazione (elettromagnetica e meccanica) possono causare condizioni patologiche. Tali condizioni possono dunque essere trattate attraverso determinate vibrazioni.

  • Esistono connessioni periodiche tra le frequenze che generano, compensano e neutralizzano determinati sintomi.

  • La tecnica della Biorisonanza può supportare il sistema immunitario esattamente come l'assimilazione delle sostanze nutritizie va a stimolare tessuti specifici (ovvero attraverso una nutrizione per osmosi elettromagnetica).

  • La tecnica della Biorisonanza aiuta a determinare i processi di autoregolazione dell'organismo (segnali di controllo), esattamente come gli stressori (agenti chimici ed elettromagnetici) possono determinare sintomi acuti e cronici. In termini medici lo stress definisce l'insieme degli stimoli percepiti da un organismo come sollecitazioni, sia cognitive, inconscie, ambientali, fisiologiche, biologiche, psichiche o relazionali. Questi stimoli sono detti stressori e sono da intendere come autori di processi di adattamento dell'organismo a condizioni variabili inerenti l'ambiente e l'organismo stesso.

  • La tecnica di Biorisonanza determina le vibrazioni di un determinato agente al fine di compiere dei trattamenti stressori-specifici.

  • Le esperienze cliniche hanno riconosciuto nella Biorisonanza una tecnologia al tempo stesso diagnostica e terapeutica. Questa tecnica risulta essere non invasiva, con una incidenza di eventi avversi estremamente bassa.

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